Il tema del Congresso è “Lo spopolamento dei territori montani e la tutela dell’ambiente montano”.
Un argomento cruciale, che invita a riflettere su futuro e opportunità per le aree montane italiane.
Erroneamente la tutela ambientale è spesso percepita come un limite allo sviluppo economico e turistico in montagna, ma emerge un nuovo fenomeno: giovani con competenze specifiche che scelgono di vivere e lavorare in montagna, avviando attività innovative e sostenibili. Il Congresso Nazionale TAM, che è aperto a tutti i Soci, alle Sezioni, ai Gruppi Regionali e a chiunque voglia contribuire alla tutela delle montagne, sarà l’occasione per esplorare il punto di vista del CAI ed avanzare proposte concrete da presentare agli organi di governo.
In preparazione del Congresso Nazionale, la Commissione Tam Toscana, dopo il congresso di Lucca sul progetto Acqua Sorgente, in collaborazione con il GR Toscana, con l’Associazione Un Altro Appennino è possibile – versante Toscana – e la sezione Cai Maresca – Montagna Pistoiese, il 12 aprile 2025 organizza a Campo Tizzoro (PT) il convegno “RESTANZA” vivere in appennino è (im)possibile”.
La parola Restanza – che è la sincrasi tra le parole restare e resistenza e che negli studi antropologici connota la posizione di chi decide di restare, rinunciando a recidere il legame con la propria terra e comunità d’origine non per rassegnazione, ma con un atteggiamento propositivo – per noi ben rappresenta anche il senso della scelta di chi decide di vivere (ancora) nelle zone montane del nostro paese ed in particolare nel nostro Appennino la cui condizione, in tante parti, è quella ben rappresentata da uno dei suoi più illustri abitanti e cantori, Francesco Guccini: “il vento del tempo ha spazzato via tutto, era gente viva e qui ci viveva e camminava per quelle strade, quei sentieri, portando pesi, ora vietati per legge, portando attrezzi agricoli (un pennato, un’accetta, una zappa, un picco) andando a moroso, tornando da cene, da un ballo, da un matrimonio e avventure ribalde. Ora è silenzio, vegetazione che soffoca i lastricati di pietre, stagioni che fanno crollare di frana i muretti a secco, voci d’animali e d’uomini che non si sentono più, solo strade per cinghiali e daini e caprioli. E qualche lupo. Il panorama non sembra cambiato, il sole sorge sempre là dove sorgeva e tramonta al solito posto, certo. Ma se guardi bene, è cambiato quasi tutto. E’ cambiata una civiltà” (F.Guccini “Trallummescuro – ballata per un paese al tramonto” 2019)
Il convegno del 12 aprile sarà quindi una riflessione a più voci su questo grande ed impegnativo tema. Non mancate.
Valido ai fini della formazione ORTAM